lunedì 21 settembre 2009

Dionisiaca terza

Sì, ho saltato la Dionisiaca seconda; per ragioni "politiche", si tradurrebbe in una denuncia a mio carico se resa pubblica.


Ancora una volta, qui riprendo alcuni episodi autobiografici caricandoli in chiave giambica; è la seconda delle due poesie dedicate alla morte del mio gattino (per me era rimasto sempre un cucciolotto anche se a un anno e mezzo pesava più di quattro kg e affettava i nasi dei cani come passatempo) Tas, stroncato dall'influenza felina l'inverno scorso.


Dopotutto, Dioniso Ferale,
Non tutto quello che parve male
Si rivelò esserlo davvero
Quando mi fu noto il caso intero.
E ti ringrazio, mio bel panzone,
Se non sono passato per coglione
Rivelando un amore mal riposto,
Il che m'avrebbe depresso tosto
Più di quanto non avesse fatto
La morte del mio più caro gatto.
E se m'ascolti ancora un pochino,
Ti raccomando il mio Tassino:
Era gatto amante dei piaceri,
Con molti modi dolci e sinceri;
Gli piaceva essere coccolato,
Fuseggiava appena accarezzato.
Mozza la coda, di tigre il pelo,
Occhi splendenti di verde cielo.
Se tu lo dovessi mai incontrare,
Ti prego il mio Tas di coccolare;
Digli che il padrone gli vuol bene,
E vorrebbe riaverlo assieme.

Nessun commento:

Posta un commento