mercoledì 7 agosto 2013

Impietosa verità

Quasi due settimane fa avevo iniziato a scrivere una poesia; avevo rifinito alcune parti con molta attenzione, e per quanto non avessi scritto molto avevo una precisa idea di come continuare.
Ma questa che pubblico oggi non è quella poesia; in un certo senso, si può dire che quella poesia è morta, e che questa è dedicata alla causa della sua soppressione: una spiacevolmente reale scarica di verità, una doccia fredda che mostra persone e cose per quel che sono.


Brando più duro e crudele del ferro
Sei tu, verità, che
Mordi in profondo nell'animo senza
Mostrare riguardo,
Priva d'alcuna pietà, infrangendo
Speranza e destini.
Tu con un soffio disperdi la gioia
Dei sogni, ci schiacci
Contro la terra e ci imponi i ricordi
Crudeli, disperdi
Quei sentimenti nutriti di fumo
Dei quali viviamo,
Sempre sperando un domani divengan
Reali, incurante.


Dal punto di vista formale, ho voluto puntare molto su certe figure di suono e su certi effetti ritmici che sottolineassero il senso della poesia. E con la parola finale, che risulta quasi fuori posto nel contesto degli ultimi versi, ho voluto replicare l'effetto di doccia fredda e di dissoluzione di ogni illusione, costringendo il lettore a spezzare il ritmo della poesia e a rileggere o ricordare quanto scritto sopra.

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